Valle d'Aosta

La Valle d'Aosta è una piccola regione situata nel nord-ovest d'Italia. Essa confina a nord con la Svizzera, a ovest con la Francia, a sud e a est con il Piemonte.
Pur essendo la più piccola regione italiana, la Valle d'Aosta è la regione che accoglie quattro vette ben note agli alpinisti: il Monte Bianco (4.810 m), montagna scolpita nel granito e seconda in Europa solo all'Elbrus, del Caucaso;  il Monte Cervino (4.478 m), dalla caratteristica forma piramidale; il Monte Rosa (4.634 m), seconda montagna delle Alpi per altezza; e il Gran Paradiso (4.061 m), unico “4.000” interamente compreso in territorio italiano.

Il territorio valdostano, inoltre, è ricco di storia e di cultura. Chiunque potrà farsi suggestionare dalle pieghe del passato, muovendosi lungo tre itinerari già percorribili in epoca romana: la via delle Gallie, che s’allungava sul fondo valle, da Pont Saint Martin ad Aosta o le sue biforcazioni, una in direzione dell’Alpis Graia (passo del P. S. Bernardo), l’altra in direzione delle Alpi Pennine (passo del G. S. Bernardo). Oppure, potrà esplorare la celebre via Francigena, più che una via, un’area di strada, un vero e proprio mosaico ideale che, nel medioevo, cuciva tratti delle strade romane, lungo un tappeto invisibile, un camminamento permeato di spiritualità, un transito da Roma a Canterbury, ove ogni snodo dista dal precedente una giornata media di cammino di allora (30-40km).
Il percorso della fede … le chiese, i santuari, le cappelle, le croci non si trovano solo sulle direttrici romane e medioevali, ma si spargono lungo strade e sentieri secondari, esplorati dai pellegrini ed eletti a luoghi di culto. In ognuno di questi, i prodotti dell'arte religiosa testimoniano il passato, si svelano e si lasciano scoprire. Il segno dell’arte …l’arte sacra, in Valle d’Aosta, ha senz’altro un peso preponderante, pur se talora miscelata con altre fonti d’ispirazione. E’ difficile dare una forma geometrica netta a questo percorso, che vive di pulsioni creative discontinue, da vedere … da avvicinare. Il viandante potrà scegliere tra diverse forme espressive, tutte da custodire nella memoria emozionale: le scene bibliche miste a figure fantastiche sui capitelli istoriati del Chiostro di Sant'Orso … gli affreschi ottoniani di Sant’Orso e della Cattedrale di Aosta … la scultura che si fa arte lignea nelle statue di santi dei musei parrocchiali … lo splendore dell’arte orafa nel reliquiario di San Grato … le “lunette” - archi a semiluna, affrescati con scene di vita quotidiana, nel castello di Issogne … senza contare tutte le raccolte espositive dei musei … Lo “scacchiere” delle fortificazioni …i castelli valdostani sono testimonianze di una storia feudale particolarmente ricca e di una continuità storica suggestiva: spesso le costruzioni medioevali si sono appoggiate ed innalzate su precedenti alture fortificate d’epoca romana; baluardi militari e dimore di signori, punti di controllo lungo passaggi obbligati (sono celebri il Forte di Bard e il castello di Fénis ), perimetri e facciate di stili diversi, armature di interni visitabili, oltre che per interesse culturale, per lasciarsi permeare da atmosfere magiche, quasi “porte nel tempo” o … varchi dimensionali per l’immaginazione.

E dopo tutto ciò perchè non scoprire l'enogastronomia valdostana, dai marchi di qualità DOC e DOP ai segreti delle ricette valdostane: i gusti, gli aromi e le peculiarità di formaggi, vini, carni, frutta e altri prodotti per una gastronomia semplice negli ingredienti, ma ricca di tradizione.
La Route des Vins della Valle d'Aosta è un percorso tra vitigni e cantine - a contatto con appassionati e operatori del settore - per scoprire curiosità ed eccellenze dei vini di montagna.

Bisogna, infine, volgere lo sguardo all'artigianato valdostano. Ma esiste un MADE IN VDA definito e riconoscibile? Ovviamente sì: gli oggetti prodotto di idee rappresentano, anche in Valle d’Aosta, il punto di arrivo di un percorso temporale che, partendo dal bisogno primordiale di fabbricare i propri utensili, arriva a sposare concetti modernissimi, come design, comunicazione e brand, tramite collezioni di immagini ed esperienze che rappresentano, simbolicamente, il prodotto stesso. In questo percorso nel vissuto di artigiani e mestieri, ci sono alcuni punti fermi, guida ideale per chi voglia attraversare il grande “open space” valdostano cogliendone i frutti migliori. Partiamo dalla Fiera di Sant'Orso, un evento che si ripete da più di 1000 anni, per realizzare un incontro ad alta suggestione tra botteghe artigiane e visitatori di ogni provenienza: è una vera e propria agorà dell’artigianato locale, in cui esperienze, fatica e pazienza si confrontano e si fanno qualità. Pubblicizzata da un manifesto artistico, viene allestita una volta all’anno, in inverno, dura un paio di giorni e poi … scompare, come riassorbita dal centro storico, nella magia del tempo sospeso sui “fondali” dell’antica cinta muraria e col conforto di una veglia festosa, pervasa di musica e sapori. La Fiera rappresenta la principale vetrina di prodotti e trame materiche di una lunghissima tradizione: una narrazione per opere che parla i linguaggi dei tessuti, della lavorazione del legno (tornio, scultura ed intaglio) e della pietra ollare, di vimini, pizzi, e della trasformazione del ferro battuto e del cuoio. La manifestazione si specchia, d’estate, nelle sembianze della “sorella minore”, la Foire d’été, capace di conquistare, negli ultimi decenni, un proprio spazio di consensi e presenze, anche in forza dell’altro evento di stagione, la Mostra-concorso, nata come competizione tra scultori ed estesasi agli altri artigiani, su temi di ricerca definiti. Dietro ad ogni vetrina, materie e arti che le svelano si legano a porzioni precise del territorio valdostano, componendo patchwork di forme, che mescolano le componenti storico-territoriali della regione. La fisicità dei pezzi parla della terra che li ha generati, gli utensili del rapporto di scambio con questa, mentre le figure di persone, animali ed ambienti, diventano schizzi della quotidianità e del divenire. L’amalgama mestieri-territorio ha poi disegnato, per i turisti, un vero e proprio itinerario dedicato, la Route des Artisans, traiettoria della fantasia sul tracciato degli atelier aperti al pubblico.